Alligator mississippiensis
- alligatore americano -
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Sezione Scienza

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ECOLOGIA

Insieme al coccodrillo del Nilo e al coccodrillo marino, l'alligatore americano è una delle specie meglio conosciute quanto a ecologia e ambiente. Abita principalmente le paludi e gli acquitrini, ma lo si può trovare anche -con densità demografiche minori- in fiumi e laghi. In alcune zone vive anche nelle paludi costiere salmastre. Questa specie è la più temperata: vive in luoghi che in inverno possono anche gelare, per cui l'alligatore americano ha sviluppato l'insolita capacità di resistere alle bassissime temperature, stando immerso in acqua sotto la superficie ghiacciata, e respirando con il naso che sporge all'esterno tramite un foro praticato nel ghiaccio.

DISTRIBUZIONE

Stati Uniti sud-orientali.

DESCRIZIONE

I giovani sono neri, con 10-11 strette bande gialle trasversali sulla coda, e 4-5 sul corpo; le bande sbiadiscono con la crescita, è raro vedere un adulto che le mantiene. Il muso è largo e piatto, con profilo "a U".

DIMENSIONI

In passato sono stati segnalati esemplari di 5-6 metri, ma oggi già un alligatore di 4-4,5 metri è considerato grande.

RIPRODUZIONE

Le femmine raggiungono l'età riproduttiva quando sono grandi circa 1,8 metri. Il corteggiamento avviene in primavera, mentre nella calda e umida estate viene costruito il nido: a forma di tumulo, contiene dalle 30 alle 50 uova, da cui nascono piccoli lunghi circa 22 centimetri, a cui la madre presta amorevoli cure parentali.

ALIMENTAZIONE

Neonati, giovani e adulti mangiano una grande varietà di insetti; man mano che crescono, includono nella loro dieta prede sempre più sostanziose, da chiocciole e pesci lenti, a tartarughe e serpenti, fino a piccoli mammiferi e uccelli. Gli adulti più grandi possono talvolta predare vitelli.

NOME COMUNE IN INGLESE E NOMI LOCALI

Il nome "alligatore" deriva probabilmente dalla distorsione dello spagnolo "el lagarto". Nome inglese: american alligator. Nome comune locale: gator.

DATI SULLA CONSERVAZIONE

. CITES: Appendix II
. Disponibilità di dati: buona
. Necessità di recupero popolazione selvatica: bassa
. Potenzialità per uso sostenibile: molto alta
. Lista rossa IUCN 1996: non inclusa
. Principali rischi: distruzione dell'habitat, contaminazione ambientale.
L'alligatore americano è un ottimo esempio di come la Conservazione possa ottenere splendidi risultati, grazie a uno sfruttamento controllato a livelli sostenibili.
Questa specie, considerata in pericolo attorno al 1960, ha risposto bene ai programmi di gestione e ha avuto un rapido recupero. Resta il problema comunque della distruzione degli habitat naturali e dell'inquinamento, unici veri rischi per questa specie ormai fuori pericolo.
Maggiori informazioni sui Programmi si trovano nella pagina "Conservazione" (Sezione Scienza).

FOTOGRAFIE

(clicca sulla foto per ingrandire)

FONTI

> IUCN/SSC Crocodile Specilist Group: "Status Survey and Conservation Action Plan". Second Edition. Consultabile a questo indirizzo: www.flmnh.ufl.edu/natsci/herpetology/act-plan/plan1998a.htm
> Charles E. Ross: "Coccodrilli e alligatori". Rizzoli, 1990.
> "CITES Identification Guide: Crocodilians". Disponibile all'indirizzo: www.flmnh.ufl.edu/natsci/herpetology/CITEScroc/default.htm